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Lesson Transcript

La cultura dell’happy hour
Campo de’ Fiori è una piazza vicina a Trastevere, e quest’ultimo è un ottimo esempio delle trasformazioni sociali della città negli ultimi decenni.
Trastevere assieme a Monti è il quartiere più antico di Roma. Il suo nome significa al di là del Tevere ed il solo aver conservato intatto il suo nome romano è un indizio di quanto antico sia. È sempre stato molto popolare, tanto che anche il ghetto, che causa il feroce antisemitismo del passato non compariva mai in Europa all’interno dei quartieri ricchi, venne piazzato lì.
Gli edifici sono rimasti più o meno gli stessi da almeno tre, quattrocento anni, ed ancora fino agli anni ’60 di questo secolo era una zona umile e povera, dove la vita costava di meno e che i ricchi, tutti in fuga verso le nuove case tecnologiche delle periferie, cercavano di abbandonare velocemente.
Poi è accaduta una cosa singolare, lentamente, anno dopo anno, Trastevere è diventata una colonia britannica e statunitense, sono cominciati ad arrivare gli studenti, ad aprire locali e ristoranti alla moda, e tutti quelli che possedevano una casa qui hanno cacciato gli inquilini precedenti per affittare al triplo del prezzo ai facoltosi stranieri affamati d’Italia.
Il risultato è che oggi le case costano più qui che in qualsiasi altra zona della città, e che nell’intera area si parla quasi esclusivamente inglese. Nei weekend inoltre la piazza è presidiata da decine di agenti costretti a vigilare sulla movida di un popolo di vacanzieri, per lo più statunitensi, pronti ad abusare del frutto proibito della loro adolescenza, l’alcol. Intorno a Campo de’Fiori si comincia a bere alle tre, quattro del pomeriggio del venerdì, ed il lunedì mattina, se vi svegliate presto, potrete ammirare Roma lastricata col vetro delle bottiglie rotte.
Al centro della piazza sorge la statua in bronzo di Giordano Bruno, eretta nel luogo esatto in cui fu bruciato vivo- se ci andate passategli sotto e guardate l’espressione del suo volto. Continua a schifare con sprezzo i suoi simili. Il lunedì mattina però, sembra un po’ più rilassato.

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Thursday at 06:30 PM
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La cultura dell’happy hour Campo de’ Fiori è una piazza vicina a Trastevere, e quest’ultimo è un ottimo esempio delle trasformazioni sociali della città negli ultimi decenni. Trastevere assieme a Monti è il quartiere più antico di Roma. Il suo nome significa al di là del Tevere ed il solo aver conservato intatto il suo nome romano è un indizio di quanto antico sia. È sempre stato molto popolare, tanto che anche il ghetto, che causa il feroce antisemitismo del passato non compariva mai in Europa all’interno dei quartieri ricchi, venne piazzato lì. Gli edifici sono rimasti più o meno gli stessi da almeno tre, quattrocento anni, ed ancora fino agli anni ’60 di questo secolo era una zona umile e povera, dove la vita costava di meno e che i ricchi, tutti in fuga verso le nuove case tecnologiche delle periferie, cercavano di abbandonare velocemente. Poi è accaduta una cosa singolare, lentamente, anno dopo anno, Trastevere è diventata una colonia britannica e statunitense, sono cominciati ad arrivare gli studenti, ad aprire locali e ristoranti alla moda, e tutti quelli che possedevano una casa qui hanno cacciato gli inquilini precedenti per affittare al triplo del prezzo ai facoltosi stranieri affamati d’Italia. Il risultato è che oggi le case costano più qui che in qualsiasi altra zona della città, e che nell’intera area si parla quasi esclusivamente inglese. Nei weekend inoltre la piazza è presidiata da decine di agenti costretti a vigilare sulla movida di un popolo di vacanzieri, per lo più statunitensi, pronti ad abusare del frutto proibito della loro adolescenza, l’alcol. Intorno a Campo de’Fiori si comincia a bere alle tre, quattro del pomeriggio del venerdì, ed il lunedì mattina, se vi svegliate presto, potrete ammirare Roma lastricata col vetro delle bottiglie rotte. Al centro della piazza sorge la statua in bronzo di Giordano Bruno, eretta nel luogo esatto in cui fu bruciato vivo: se ci andate passategli sotto e guardate l’espressione del suo volto. Continua a schifare con sprezzo i suoi simili. Il lunedì mattina però, sembra un po’ più rilassato.

Ruggero
Wednesday at 05:29 PM
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Hi Cinzia,

This has to do with local speaking. I would say 'mi fa schifo' referring to a dish or a person but I'd never use 'something mi schifa.


Keep in mind this word is kind of rough or childish or impolite. In presence of educated/old/ or formal situation people try to use something different like:


non mi piace = I don't like it

non mi fa impazzire = it doesn't make/drive me crazy

non lo gradisco = I don't appreciate


It may save you from bad looks - Italy is a pretty conservative place after all!!

Hope this helps, good luck!

Cinzia
Friday at 02:52 PM
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provare schifo e poi l'esempio:

schifare ( to feel disgust or distaste )

Questo dolce mi schifa!

"I distaste this dessert!"


ma forse frequento la gente sbagliato ma non conosco nessuno che parla cosi' invece sento anche troppo "fa schifo" mi fa schifo mi fate schifo e cosi via..

perche' non viene menzionato questa forma col "fare"??? :smile: