Lesson Transcript

Raffaella Ranieri: Finalmente a casa. Che giornata infinita.
Paolo Parisi: Buonasera. Una giornata lunga anche per Lei?
Raffaella Ranieri: Lunghissima. E il traffico di Roma oggi era una vera tragedia. Ho passato un'ora ferma in macchina.
Paolo Parisi: Ha ragione, una tragedia! Ma sa, mi dicono che è sempre così. Deve essere nuova qui se ancora si sorprende.
Raffaella Ranieri: In realtà sono nata a Roma! È che non mi abituo mai. Ma Lei non ha un accento romano.
Paolo Parisi: Si sente così tanto? Sono originario di Bologna, ma ho vissuto tanti anni a Milano. Mi sono trasferito qui a Roma solo da qualche mese. Comunque, piacere, sono Paolo.
Raffaella Ranieri: Piacere mio. Io sono Raffaella. L'ho vista qualche volta in giro per il palazzo. Possiamo darci del tu, vero?
Paolo Parisi: Certo, volentieri. Dammi pure del tu. Allora, Raffaella... tu a che piano abiti?
Raffaella Ranieri: Io sono al quarto piano. Tu sei al piano di sopra, vero?
Paolo Parisi: Sì, esattamente. Sono all'ultimo piano. L'attico.
Raffaella Ranieri: L'attico! Complimenti. Immagino che ci sia una vista bellissima da lassù.
Paolo Parisi: Devo ammettere che non è per niente male. Si vede quasi tutta la città. Ma anche il quarto piano deve essere comodo.
Raffaella Ranieri: Sì, esatto. Non è l'attico, ma mi piace molto. È accogliente. Ed è vicino alle scale, se non voglio aspettare.
Paolo Parisi: Prego, prima tu.
Raffaella Ranieri: Grazie mille.
Paolo Parisi: Sembri davvero stanca, Raffaella. Tanti libri da leggere? Sei una studentessa universitaria?
Raffaella Ranieri: Oh, no no! Magari. Ho finito gli studi già da qualche anno. In realtà sono avvocata.
Paolo Parisi: Un'avvocata? Ma dai! Non ci credo.
Raffaella Ranieri: Perché? Ho l'aria troppo giovane per fare l'avvocata?
Paolo Parisi: No, è che sembri... molto allegra e solare per essere un'avvocata! Credevo che gli avvocati fossero sempre persone molto serie, arrabbiate e noiose.
Raffaella Ranieri: Ehi! Possiamo essere persone serie quando serve! Ma cerco sempre di lasciare la serietà in ufficio. Fuori dal lavoro voglio solo rilassarmi. Oggi però è stata dura. Il mio ufficio era pieno di persone e ho dovuto leggere una montagna di documenti.
Paolo Parisi: Capisco. Molta burocrazia. Che tipo di diritto eserciti? Sei un avvocato penalista?
Raffaella Ranieri: No, niente criminali per me. Faccio un po' di tutto, una pratica generale. Contratti d'affitto, questioni di famiglia, persone che comprano casa. Cose normali, insomma.
Paolo Parisi: Sembra comunque un lavoro di grande responsabilità.
Paolo Parisi: Cos'era questo rumore?
Raffaella Ranieri: Oddio. L'ascensore si è fermato.
Paolo Parisi: Aspetta. Premo il pulsante del quarto piano. Niente. Quello del quinto... Niente. Nessun pulsante risponde. Penso che siamo bloccati.
Raffaella Ranieri: Bloccati? Nell'ascensore? Mamma mia, no! Sapevo che dovevo prendere le scale oggi. Me lo sentivo!
Paolo Parisi: Dai, tranquilla. Non preoccuparti. Questo palazzo è solido e moderno. Probabilmente è solo un piccolo problema tecnico. C'è sicuramente un calo di corrente.
Raffaella Ranieri: Ma lo spazio è così piccolo... non voglio restare qui tutta la notte!
Paolo Parisi: Non resteremo qui tutta la notte. Guarda, c'è il pulsante di emergenza. Lo premo subito.
Paolo Parisi: Pronto? Mi sentite? Siamo bloccati nell'ascensore.
Raffaella Ranieri: Nessuna risposta. Perfetto. Potremmo restare qui per un bel po' di tempo. Hai campo sul cellulare?
Paolo Parisi: Vediamo... No. Zero tacche. Tu?
Raffaella Ranieri: Niente. Nessun segnale. E fa anche caldo qui dentro.
Paolo Parisi: Dai, almeno c'è buona compagnia. E le luci di emergenza sono accese, quindi non siamo al buio. Poteva andare molto peggio, credimi. Mettiamoci comodi.
Raffaella Ranieri: Sei molto calmo, Paolo. Come fai? Se fossi qui da sola, sarei già nel panico totale. Probabilmente starei urlando contro la porta.
Paolo Parisi: Ho imparato a restare calmo grazie al mio lavoro. Nel mio settore, il panico costa un sacco di soldi. Se perdi la calma, perdi tutto.
Raffaella Ranieri: E cosa fai di preciso? Vivi nell'attico, quindi il tuo lavoro deve pagare molto bene. Sei un chirurgo? Un direttore di banca?
Paolo Parisi: Niente di così tradizionale. Lavoro nella finanza. Ma non la finanza normale. La finanza digitale. Sono stato uno dei primi investitori in criptovalute.
Raffaella Ranieri: Criptovalute? Intendi... quei soldi digitali strani di cui parlano sempre al telegiornale?
Paolo Parisi: Più o meno, sì. Hai mai sentito parlare della Blockchain?
Raffaella Ranieri: Sento questa parola al telegiornale quasi tutti i giorni. Ma ti dico la verità? Non so assolutamente cosa sia nella realtà. La parola inglese "Blockchain" mi fa pensare a una grossa e pesante catena di metallo.
Paolo Parisi: Non è per niente pesante! È tutto digitale. Vedi, cercherò di spiegartelo in modo molto semplice. Immagina un quaderno.
Raffaella Ranieri: Un quaderno? Tipo quelli per la scuola?
Paolo Parisi: Esatto. Un quaderno condiviso. È un quaderno digitale che tutti possono vedere e leggere, ma che nessuno, assolutamente nessuno, può cancellare o modificare di nascosto.
Raffaella Ranieri: Okay... seguo il tuo ragionamento. Ma a cosa serve questo quaderno?
Paolo Parisi: Pensa alle banche tradizionali. Nella finanza normale, è la banca che tiene il quaderno. La banca dice: "Raffaella ha mille euro sul suo conto". Tu devi fidarti ciecamente della banca, giusto?
Raffaella Ranieri: Certo, se la banca dice che ho mille euro, spero sia vero!
Paolo Parisi: Ecco. Con la blockchain, invece, tutti hanno una copia identica di questo quaderno sul proprio computer. Se io voglio mandare dei soldi a te, scrivo la transazione sul mio quaderno. A quel punto, il computer di tutti gli altri controlla la mia copia e dice: "Sì, Paolo ha davvero questi soldi".
Raffaella Ranieri: Quindi... non c'è nessuna banca in mezzo?
Paolo Parisi: Nessun intermediario. Esatto! È un sistema diretto tra me e te. Ed è super sicuro. Se io provo a fare il furbo e cambio una pagina della mia copia per avere più soldi, tutti gli altri computer dicono: "Ehi, quella pagina è sbagliata!". E la transazione viene rifiutata.
Raffaella Ranieri: Ma sai che così ha molto senso? È la prima volta che qualcuno me lo spiega in modo chiaro. E tu hai guadagnato dei soldi facendo questo?
Paolo Parisi: Sì. Ho iniziato molti anni fa, quando vivevo ancora a Milano. Ho comprato queste monete digitali quando costavano pochissimo. Nessuno ci credeva. Poi, improvvisamente, tutti le volevano, e il prezzo è salito alle stelle.
Raffaella Ranieri: Incredibile. Che tempismo perfetto! Ma... non è un lavoro molto rischioso? Il valore cambia sempre, no?
Paolo Parisi: Estremamente rischioso. È come stare sulle montagne russe tutto il giorno. Ecco perché ora sto cambiando completamente strategia.
Raffaella Ranieri: E cosa vuoi fare adesso?
Paolo Parisi: Voglio spostare i miei soldi in cose più sicure. Immobili, case, attività locali. Cose che posso vedere. A dire la verità, sto pensando di comprare il circolo di tennis qui vicino.
Raffaella Ranieri: Ma dai! Il circolo di tennis in fondo alla strada? Lo conosco bene! Una mia vicina di casa conosce la proprietaria.
Paolo Parisi: Il mondo è davvero piccolo.
Raffaella Ranieri: Però, scusa, non capisco. Perché proprio un circolo di tennis? Hai le criptovalute, hai grandi investimenti internazionali... perché vuoi gestire un piccolo circolo sportivo in un quartiere di Roma?
Paolo Parisi: È una bella domanda. Sai, mi manca la comunità. Nel mondo delle criptovalute, è tutto esclusivamente online. Passo le mie giornate davanti a uno schermo. Parlo con le persone, sì, ma vedo solo avatar, nomi finti, codici. Non vedo mai le facce vere delle persone.
Raffaella Ranieri: Deve essere un po' triste, alla lunga.
Paolo Parisi: Lo è. Un circolo di tennis, invece, è un luogo fisico. Le persone escono di casa, vengono al circolo per incontrarsi, per giocare, per prendere un caffè al bar e chiacchierare. Voglio costruire qualcosa di reale, capisci? Qualcosa che posso toccare con le mani.
Raffaella Ranieri: È un'ambizione bellissima, Paolo. Costruire una comunità è molto importante in una grande città come questa.
Paolo Parisi: E poi, ad essere onesto, ho bisogno di fare esercizio fisico. Sto seduto davanti al computer per troppe ore ogni giorno. Non fa bene.
Raffaella Ranieri: Oh, ti capisco benissimo. Anche io sto seduta a una scrivania tutto il santo giorno, a leggere e scrivere. A volte torno a casa e mi fa così male la schiena che mi sembra di essere una vecchia signora di ottant'anni!
Paolo Parisi: Ma dai, siamo troppo giovani per avere mal di schiena! Abbiamo solo vent'anni e qualcosa.
Raffaella Ranieri: Prova a dirlo alla mia colonna vertebrale! Lei non lo sa che sono giovane.
Paolo Parisi: Sai, è divertente. Le persone hanno un'idea strana di me.
Raffaella Ranieri: In che senso?
Paolo Parisi: Pensano che, siccome ho fatto soldi velocemente con la finanza digitale, io sia una persona molto sofisticata. Quando mi incontrano, si aspettano di vedere un uomo in giacca e cravatta che beve vini costosi nei ristoranti di lusso.
Raffaella Ranieri: E invece tu cosa preferisci?
Paolo Parisi: Invece io preferisco leggere fumetti. E al posto del vino o dello champagne, bevo acqua, o magari una bibita gassata. Una persona molto semplice.
Raffaella Ranieri: Fumetti! Ma è fantastico. Che tipo di fumetti leggi? Dylan Dog? O magari Tex Willer?
Paolo Parisi: Veramente leggo soprattutto i fumetti americani, quelli con i supereroi. Ma da quando mi sono trasferito qui, ho sviluppato un grande amore proprio per Dylan Dog. Sai, "L'indagatore dell'incubo". C'è qualcosa di molto romano in quel personaggio. Quell'ironia un po' scura, quel modo di prendere la vita.
Raffaella Ranieri: Mi piace molto questo modo di vedere le cose. È vero, Dylan Dog ha un'anima che si adatta a Roma.
Paolo Parisi: E tu? Una giovane e occupatissima avvocata... ha tempo per degli hobby?
Raffaella Ranieri: Il tempo lo trovo sempre. Anche se dormo poco! E il mio hobby, in realtà, mi aiuta moltissimo con il mio lavoro. Io amo il teatro. Faccio parte di una piccola compagnia di teatro amatoriale qui nel quartiere. Facciamo spettacoli nei fine settimana.
Paolo Parisi: Teatro? Che cosa interessante. Ma come fa la recitazione ad aiutare la legge? Il tribunale non è un palcoscenico.
Raffaella Ranieri: Oh, credimi, a volte lo è eccome. Fare l'avvocata è come fare una performance teatrale. Quando sono in riunione con clienti difficili, o quando parlo davanti al giudice, devo mostrare una sicurezza incredibile. Devo sembrare forte, anche quando dentro di me sono terrorizzata!
Paolo Parisi: Capisco. Come dicono gli americani: "Fingi finché non ci riesci".
Raffaella Ranieri: Esattamente. Fai finta di essere sicura, e alla fine lo diventi. Uso la mia voce e il linguaggio del corpo per convincere le persone, proprio come faccio quando sono su un palco teatrale.
Paolo Parisi: Quindi mi stai dicendo che sei una persona completamente diversa quando sei a lavoro?
Raffaella Ranieri: Un pochino sì, dai. A lavoro sono "L'Avvocata Raffaella Ranieri". Determinata, seria, super organizzata. Ma a casa, o a teatro, posso essere me stessa. Posso essere stupida, emotiva. Posso persino essere una regina arrabbiata che ordina esecuzioni!
Paolo Parisi: Una regina?
Raffaella Ranieri: Tagliate la testa a quell'uomo! Via la testa!
Paolo Parisi: Wow. Mi è venuto un brivido freddo! Sei bravissima. Facevi davvero paura.
Raffaella Ranieri: Grazie! Sai, è molto liberatorio sentirsi potenti sul palco. Nella vita reale non è sempre facile. Essendo una donna giovane, e facendo l'avvocata, molte persone non mi prendono sul serio. Mi vedono arrivare in ufficio e pensano subito che io sia la segretaria o l'assistente.
Paolo Parisi: Deve essere estenuante dover gestire questa situazione ogni giorno.
Raffaella Ranieri: Lo è. Devi lavorare il doppio degli altri solo per dimostrare che sei competente e che sai fare il tuo lavoro.
Paolo Parisi: Sai, io ho esattamente il problema opposto. Siccome ho guadagnato con le criptovalute, la gente pensa che io sia un genio dell'economia. Mi fermano per strada e mi dicono: "Paolo, dove devo investire? L'euro crollerà domani?". Ma io non sono un oracolo! Ho solo avuto tanta fortuna e ho studiato un po' la matematica. Sono solo un ragazzo normale che ama i fumetti.
Raffaella Ranieri: È divertente come le persone giudichino sempre dalle apparenze. A proposito, dicevi che vivevi a Milano. Io non ci ho mai passato molto tempo. È molto diversa da Roma?
Paolo Parisi: Completamente diversa. Due mondi opposti. Milano è una città molto efficiente. Tutto è organizzato, i treni sono in orario, la vita è veloce. È una città con un piano preciso. Roma, invece, è... senza tempo. È un caos totale, certo, ma è un caos bellissimo.
Raffaella Ranieri: Ah, l'hai detto tu! Datti altri sei mesi in mezzo al traffico sul raccordo, e poi vediamo se lo chiami ancora "un caos bellissimo".
Paolo Parisi: Forse hai ragione! All'inizio, quando mi sono trasferito, ero molto frustrato dal traffico e dalla burocrazia romana. Tutto è così lento! Ma ora lo trovo affascinante. E poi il clima... a Milano, l'inverno è brutale. C'è quella famosa nebbia padana per mesi interi. Tutto grigio e freddo. Qui a Roma l'inverno è molto più mite. Il cielo è spesso azzurro. Non mi manca per niente la nebbia.
Raffaella Ranieri: Certo, l'inverno qui è bello. Ma aspetta di vivere la vera estate romana. Roma in agosto è una prova di sopravvivenza. C'è l'afa. L'umidità è così alta che ti toglie il respiro. Sembra davvero di vivere dentro un forno acceso!
Paolo Parisi: Dentro un forno! È una descrizione perfetta. Mi preparerò psicologicamente.
Raffaella Ranieri: Credimi, è terribile. Ma per il resto dell'anno... Roma è meravigliosa.
Raffaella Ranieri: Oddio, ci siamo mossi?
Paolo Parisi: Sì, credo che il motore si stia riavviando. Sento di nuovo il rumore.
Raffaella Ranieri: Meno male! Che spavento. Iniziavo anche ad avere un po' di fame. E non volevo davvero mangiare le caramelle alla menta che ho nella borsa per cena!
Paolo Parisi: Dai, Raffaella. Siamo rimasti bloccati per non più di dieci minuti.
Raffaella Ranieri: Dieci minuti? A me è sembrata un'ora intera! Il tempo passa in modo diverso quando sei chiusa in una scatola di metallo sospesa nel vuoto.
Paolo Parisi: È vero, la percezione cambia. Senti, tornando al tuo lavoro... hai detto che ti occupi anche di contratti immobiliari, giusto?
Raffaella Ranieri: Sì, esatto. Non è la parte più affascinante del diritto, te lo assicuro. Mi occupo di contratti per comprare casa, affitti, trasferimenti. Insomma, leggo tutte quelle piccole scritte noiose in fondo ai documenti che le persone di solito firmano senza leggere.
Paolo Parisi: E il tuo lavoro è fermarli e dire: "Aspettate, questa è una pessima idea"?
Raffaella Ranieri: Proprio così. E poi, quando ignorano i miei consigli e qualcosa va storto, mi chiamano disperati per risolvere il problema!
Paolo Parisi: Sai una cosa? Forse potrei avere davvero bisogno di un'avvocata molto presto.
Raffaella Ranieri: Perché? Hai rapinato una banca mentre eravamo fermi qui dentro?
Paolo Parisi: No, niente banche! Per l'affare del circolo di tennis. Se decido davvero di comprarlo, avrò bisogno di un professionista che controlli tutti i contratti in modo attento. Non voglio brutte sorprese.
Raffaella Ranieri: Se vuoi, posso aiutarti io. Conosco benissimo la zona, i prezzi del mercato qui, e come ti dicevo, so anche chi sono le persone coinvolte in quel circolo.
Paolo Parisi: Sarebbe perfetto, davvero. Mi hanno detto che l'attuale proprietaria è una signora... molto energica.
Raffaella Ranieri: Energica è un eufemismo! È una forza della natura. Negoziare i prezzi con lei sarà un'esperienza decisamente interessante. Preparati a una dura battaglia.
Paolo Parisi: Abbiamo entrambi a che fare con gli stereotipi della gente, non è vero?
Raffaella Ranieri: Cosa intendi?
Paolo Parisi: Pensaci. Tutti pensano che gli avvocati siano noiosi e avidi di soldi. E tutti pensano che gli investitori di criptovalute siano pazzi e superficiali.
Raffaella Ranieri: È vero. Ma eccoci qua. Un'avvocata che ama fare l'attrice e un milionario che legge i fumetti di Dylan Dog, bloccati insieme in un ascensore.
Paolo Parisi: Come si dice in questi casi? Rompiamo gli schemi.
Raffaella Ranieri: Esatto! Mi piace molto questa frase. Rompere lo schema.
Paolo Parisi: È una bella immagine. Pensa a uno schema, uno stampo di metallo che si usa in fabbrica. Se crei un oggetto e poi rompi lo stampo, non potrai mai più fare un pezzo identico. Significa che sei unico e originale.
Raffaella Ranieri: È davvero un bel modo di pensare alla vita. Siamo unici.
Paolo Parisi: A che piano siamo arrivati? Vediamo... il display dice quattro.
Raffaella Ranieri: Oh, è il mio piano! Sana e salva.
Paolo Parisi: Grazie mille per avermi tenuto compagnia, Raffaella. È stato sicuramente il viaggio in ascensore più interessante che ho fatto da quando vivo a Roma.
Raffaella Ranieri: Grazie a te per avermi mantenuta calma. Ero pronta a urlare! Senti, se sei davvero serio riguardo al circolo di tennis, prendi il mio bigliettino da visita.
Paolo Parisi: Leggo: "Raffaella Ranieri. Avvocata". Molto professionale ed elegante.
Raffaella Ranieri: Chiamami se hai bisogno di aiuto con quel contratto. O anche solo se vuoi sapere quali vicini di casa sono simpatici e quali invece devi assolutamente evitare nel palazzo!
Paolo Parisi: Quell'informazione sui vicini vale moltissimo! Ti chiamerò sicuramente.
Raffaella Ranieri: Buona serata, Paolo. E goditi i tuoi fumetti!
Paolo Parisi: Buona serata a te, Raffaella. E... in bocca al lupo!
Raffaella Ranieri: Crepi! Ma... in bocca al lupo per cosa? Per la cena?
Paolo Parisi: Oh, so che si usa dire "in bocca al lupo" come augurio di buona fortuna, specialmente per chi lavora in teatro! È un'espressione teatrale, no?
Raffaella Ranieri: Ah! Conosci già le espressioni teatrali italiane. E dicono che vieni da Milano... Benvenuto a Roma, Paolo!

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