Lesson Transcript

Margaret MacDonald: Buongiorno! Che bella giornata oggi, vero? Un bellissimo sabato!
Marcello Mancini: Oh. Ciao, Margaret. Sì... buongiorno.
Margaret MacDonald: Tutto bene? Sei già fuori? Di solito il sabato mattina non ti vedo mai. Dormi sempre fino a tardi.
Marcello Mancini: Sì, di solito sì. Ma oggi ho da fare.
Margaret MacDonald: Vai a fare delle fotografie? C'è una luce perfetta oggi. Il sole è bellissimo.
Marcello Mancini: No, no, niente foto oggi. Devo... ecco, devo solo fare una commissione veloce. Vado in farmacia qui vicino.
Margaret MacDonald: Ah, che coincidenza! Anche io devo uscire più tardi. Devo comprare della lana per i miei lavori a maglia. Tu cosa devi comprare di bello in farmacia?
Marcello Mancini: Ma... cose normali, sai. Il dentifricio. E forse... del ghiaccio.
Margaret MacDonald: Ghiaccio? Ma tu hai il congelatore nel tuo appartamento, giusto? Perché compri il ghiaccio in farmacia?
Marcello Mancini: Non è per bere. È per... insomma, non importa. Ciao Margaret, ho molta fretta.
Marcello Mancini: Ahi!
Margaret MacDonald: Aspetta un momento. Perché tieni la mano sinistra contro il petto? Sei pallido e sembra che provi dolore.
Marcello Mancini: Sto bene. Davvero. È solo una piccola cosa. Niente di importante.
Margaret MacDonald: Sono un'infermiera, ricordi? Conosco molto bene la differenza tra "una piccola cosa" e "il dolore vero". Fammi vedere la mano.
Marcello Mancini: È niente, ti dico. Ho solo litigato un po' con una padella.
Margaret MacDonald: Mostrami la mano. Subito. Se fa infezione, diventa una cosa molto seria.
Marcello Mancini: E va bene. Ecco.
Margaret MacDonald: Madonna! Ma questo non è un graffio. È un'ustione! E anche seria.
Marcello Mancini: Dai, sembra peggio di quello che è.
Margaret MacDonald: Marcello, la pelle è tutta rossa e ci sono le bolle. Quanto tempo fa è successo?
Marcello Mancini: Forse... venti minuti fa? Preparavo la colazione.
Margaret MacDonald: Venti minuti?! E non hai messo la mano sotto l'acqua fredda? Aspetta... perché la pelle brilla così? Hai messo... del burro?!
Marcello Mancini: Certo. Mia nonna diceva sempre: "Se ti bruci la mano, metti il burro". Toglie il dolore e fa bene alla pelle.
Margaret MacDonald: No, no, no, no, no! Questo è un disastro!
Marcello Mancini: Ma mia nonna...
Margaret MacDonald: Dimentica tua nonna per un momento. Andiamo subito nel tuo appartamento. Adesso.
Marcello Mancini: Va bene, va bene. Andiamo.
Margaret MacDonald: Metti la mano sotto l'acqua. Acqua fresca, non gelata. Ecco, così. E tienila lì.
Marcello Mancini: Ahi! Brucia tantissimo!
Margaret MacDonald: Lo so che brucia. Ma dobbiamo togliere il burro. E dobbiamo raffreddare i tessuti. Non muovere la mano. Devi stare così per dieci o quindici minuti.
Marcello Mancini: Quindici minuti? Ma io ho molte cose da fare oggi!
Margaret MacDonald: Non importa. Dobbiamo fermare il "processo di cottura" nella tua pelle.
Marcello Mancini: Processo di cottura? Mamma mia, che schifo. Suona malissimo.
Margaret MacDonald: È la verità. Un'ustione continua a danneggiare la pelle anche dopo che togli la mano dal fuoco. L'acqua porta via il calore.
Marcello Mancini: D'accordo. Quindici minuti sotto l'acqua. Che noia.
Margaret MacDonald: Allora, come è successo? Di solito sei una persona molto attenta. Hai lavorato in Antartide, è un ambiente molto pericoloso.
Marcello Mancini: In realtà... è una storia un po' stupida.
Margaret MacDonald: Racconta. Abbiamo quindici minuti.
Marcello Mancini: Volevo preparare una glassa speciale. Zucchero e burro nella padella. Guardavo un video di cucina su internet per capire bene la tecnica.
Margaret MacDonald: E poi?
Marcello Mancini: E poi ho guardato fuori dalla finestra. C'era un uccello sul balcone. Un Falco Pellegrino! Sono sicuro al cento per cento. Sono rarissimi in città, sai? È un evento incredibile.
Margaret MacDonald: Quindi... hai visto un uccello.
Marcello Mancini: Sì! Ho preso subito la mia macchina fotografica con una mano. E con l'altra mano, senza guardare... ho toccato la padella bollente.
Margaret MacDonald: Ah, Marcello. Una cosa alla volta! Non puoi fare il fotografo e lo chef nello stesso momento.
Marcello Mancini: Lo so, lo so. Sono stato stupido. Voglio diventare uno chef professionista. Ma uno chef con le dita bruciate non è molto utile, vero?
Margaret MacDonald: Gli incidenti succedono a tutti, anche ai grandi chef. La cosa importante è sapere come curare le ferite nel modo giusto.
Marcello Mancini: Quindi il burro è un'idea pessima. E il ghiaccio? Posso mettere il ghiaccio più tardi?
Margaret MacDonald: Assolutamente no! Il ghiaccio è troppo estremo. Può danneggiare le cellule perché blocca il sangue. Solo acqua fresca, e poi una benda pulita.
Marcello Mancini: È strano. Tutto quello che ho imparato da bambino... è sbagliato.
Margaret MacDonald: La medicina cambia sempre. Impariamo metodi migliori ogni giorno. È per questo che sono qui a Roma: per fare questo scambio professionale e imparare pratiche diverse.
Marcello Mancini: È davvero così diverso? Un'ustione è un'ustione, qui a Roma o nel New Jersey.
Margaret MacDonald: La ferita è la stessa, sì. Ma il sistema sanitario è diverso. E il modo in cui le persone reagiscono è diverso.
Marcello Mancini: Cosa vuoi dire con "diverso"?
Margaret MacDonald: Al mio ospedale, al Penn Medicine, c'è una tecnologia incredibile per ogni cosa. Ma a volte sembra tutto automatico. Una transazione.
Marcello Mancini: E qui in Italia?
Margaret MacDonald: Qui lavoro in una clinica a Roma, e arrivano pazienti da tutto il mondo. Devo passare molto più tempo con loro. Devo spiegare le cose, capire la loro cultura, le loro idee.
Marcello Mancini: Come spiegare a un uomo testardo perché il burro è sbagliato?
Margaret MacDonald: Esatto! E sai un'altra cosa divertente? In alcune culture le persone mettono il dentifricio sulle ustioni. In altre usano l'olio d'oliva o l'albume dell'uovo!
Marcello Mancini: L'albume dell'uovo? Questa è una novità per me. Che cosa strana.
Margaret MacDonald: È molto comune, credimi. Come infermiera, devo rispettare le tradizioni del paziente, ma devo anche insegnare la scienza corretta. È un equilibrio difficile.
Marcello Mancini: Quando ero alla Stazione Mario Zucchelli in Antartide, non avevamo un vero ospedale. Il medico lì era come un meccanico per le persone.
Margaret MacDonald: Doveva essere spaventoso a volte. Così lontano da tutto.
Marcello Mancini: Sì, molto. Se diventavi davvero malato, dovevano chiamare un aereo per portarti via. Ma spesso il tempo era troppo brutto per volare. Quindi... vai avanti. Impari a ignorare il dolore.
Margaret MacDonald: Capisco. Ma quella è sopravvivenza. Ora non sei più in Antartide, Marcello. Sei in un bel palazzo a Roma. Non devi "ignorare il dolore". Puoi chiedere aiuto.
Marcello Mancini: Vecchie abitudini sono difficili da perdere. Odio andare dal medico qui. Sembra sempre un business. Aspetti per ore per colpa del SSN, il medico ti guarda per due minuti, e poi vai via.
Margaret MacDonald: Lo so. Anche il sistema sanitario italiano ha i suoi problemi, come i tempi di attesa. È un argomento importante nel mio programma di scambio. Vogliamo capire come rendere il sistema più umano.
Marcello Mancini: Avere un'infermiera come vicina di casa aiuta molto a renderlo più umano.
Margaret MacDonald: Faccio del mio meglio! Allora, come sta la mano adesso? Sono passati dodici minuti.
Marcello Mancini: Molto meglio. Non brucia più. Ora non sento niente.
Margaret MacDonald: Perfetto. Ancora tre minuti, per essere sicuri.
Marcello Mancini: Oh! È il timer del forno!
Margaret MacDonald: Hai qualcosa nel forno acceso?!
Marcello Mancini: Solo del pane. Preparavo una pagnotta per la mia colazione. Puoi controllare tu, per favore?
Margaret MacDonald: Sì, salvo io il tuo pane. Tu resta vicino al lavandino.
Margaret MacDonald: Mamma mia, profuma benissimo! Sei davvero un bravo chef.
Marcello Mancini: Ci provo. Voglio cambiare vita, sai? Lasciare il lavoro in Antartide e cucinare per le persone. Cucinare rende felici.
Margaret MacDonald: È una bellissima idea. E sicuramente è un lavoro più sicuro, rispetto a cercare minerali nel ghiaccio. Beh, di solito!
Margaret MacDonald: Bene, ora mettiamo questa pomata antibiotica. E poi chiudo tutto con una garza sterile. Non stringo troppo, il sangue deve circolare bene.
Marcello Mancini: Sei molto brava. Hai delle mani molto ferme.
Margaret MacDonald: Grazie. Questa precisione mi aiuta anche con il mio hobby.
Marcello Mancini: Ah, giusto! Hai detto che dovevi comprare della lana. Fai lavori a maglia?
Margaret MacDonald: Sì! Lavoro a maglia, faccio ricamo e anche un po' di uncinetto. È un'attività molto rilassante dopo un turno lungo in clinica.
Marcello Mancini: E cosa stai creando adesso di bello?
Margaret MacDonald: Sto facendo un maglione per mia sorella. Ma ho un grande problema in questo periodo.
Marcello Mancini: Un problema con la lana?
Margaret MacDonald: No, il maglione è perfetto. Ma voglio vendere alcune mie creazioni su internet per guadagnare qualcosa in più. E le mie foto sono terribili.
Marcello Mancini: Le tue foto?
Margaret MacDonald: Sì. I colori non sono mai giusti. La lana viola sembra marrone nelle foto. E poi è tutto sfocato. Uso solo il mio telefono, sai com'è.
Marcello Mancini: Margaret, oggi è il tuo giorno fortunato.
Margaret MacDonald: Perché dici così?
Marcello Mancini: Perché hai appena curato la mano di un bravissimo fotografo.
Margaret MacDonald: Ma certo! Hai quella macchina fotografica enorme!
Marcello Mancini: È solo un problema di luce, fidati. Le persone fanno le foto in casa con le lampadine calde, e questo cambia i colori. Hai bisogno di luce naturale.
Margaret MacDonald: Luce naturale? Devo fare le foto fuori in strada?
Marcello Mancini: No, basta mettersi vicino a una grande finestra. E serve una superficie stabile, per non avere le mani che tremano. Senti, io non posso cucinare o lavorare per qualche giorno per colpa della mano. Perché non porti i tuoi lavori a maglia qui questo fine settimana? Faccio un piccolo studio nel mio salotto e ti faccio delle foto perfette.
Margaret MacDonald: Davvero? Faresti questo per me?
Marcello Mancini: Certo! È lo scambio del vicino. Tu mi dai cure mediche, io ti do delle belle fotografie.
Margaret MacDonald: Mi sembra un accordo perfetto. Accettato! Ora, passiamo alle istruzioni mediche.
Marcello Mancini: Agli ordini. Cosa devo fare ora?
Margaret MacDonald: Mantieni la mano pulita. Non deve toccare l'acqua per ventiquattro ore. Quando fai la doccia, metti un sacchetto di plastica sopra la mano.
Marcello Mancini: Un sacchetto di plastica? Sarò ridicolo.
Margaret MacDonald: Preferisci un'infezione?
Marcello Mancini: No, hai ragione.
Margaret MacDonald: Sacchetto di plastica. E prendi dell'ibuprofene se senti molto dolore. Andrà tutto bene, è un'ustione di secondo grado, ma è piccola.
Marcello Mancini: Grazie, Margaret. Sono stato molto testardo prima. Ti ringrazio per avermi fermato.
Margaret MacDonald: I vicini di casa servono a questo. E la prossima volta che vedi un uccello raro... spegni il fornello prima!
Marcello Mancini: Promesso. Chiuderò tutte le finestre quando cucino.
Marcello Mancini: Perfetto. Ora muovi la sciarpa un po' a sinistra. Sì... voglio che la lana prenda bene la luce.
Margaret MacDonald: Come sembra? È venuta bene?
Marcello Mancini: La luce della finestra è perfetta oggi. Ancora una foto. Sorridi!
Marcello Mancini: Penso che abbiamo delle foto bellissime.
Margaret MacDonald: Posso vedere? Sono troppo curiosa!
Marcello Mancini: Guarda questa.
Margaret MacDonald: Marcello! Ma è incredibile! Il viola è così vivo. Sembra una foto di una rivista di moda.
Marcello Mancini: È tutto merito del bilanciamento del bianco. Ma guarda una cosa... sto usando la mia mano sinistra per sistemare la macchina fotografica.
Margaret MacDonald: Ah, è vero! Fammi controllare un attimo...
Margaret MacDonald: Le bolle sono andate via. La pelle è rosa, ma è molto sana. Nessun segno di infezione. Ottimo lavoro.
Marcello Mancini: Ho seguito tutte le tue istruzioni. L'ho tenuta asciutta con il sacchetto, ho cambiato la garza. E non ho messo il burro.
Margaret MacDonald: Bravo. Vedi? La medicina moderna vince contro i miti della nonna.
Marcello Mancini: Avevi ragione. Se avessi tenuto il burro, ora sarebbe un vero disastro.
Marcello Mancini: A proposito... ho una novità.
Margaret MacDonald: Che novità? Dimmi tutto!
Marcello Mancini: Ieri ho preparato di nuovo il pane. E ho portato una pagnotta alla famiglia del terzo piano. Sai, quella famiglia con le due figlie?
Margaret MacDonald: Ah, sì. La figlia più grande? Quella che tu... guardi sempre in ascensore?
Marcello Mancini: Ecco, sì. Il pane le è piaciuto molto. E... domani ceniamo insieme. Cucino io.
Margaret MacDonald: Marcello! Che bello! Un appuntamento! Sono felicissima per te.
Marcello Mancini: Sì, sono un po' agitato, a dire il vero. Ma almeno ora posso usare tutte e due le mani per cucinare.
Margaret MacDonald: Promettimi solo una cosa.
Marcello Mancini: Cosa?
Margaret MacDonald: Se vedi un uccello fuori dalla finestra durante l'appuntamento... ignoralo!
Marcello Mancini: Promesso! Chiuderò tutto. Niente distrazioni.
Margaret MacDonald: Allora in bocca al lupo per il tuo appuntamento. E grazie mille per le foto. Sono davvero stupende.
Marcello Mancini: Grazie a te per le cure mediche. Se hai bisogno di un fotografo, sai dove trovarmi.
Margaret MacDonald: E se hai bisogno di un'infermiera...
Marcello Mancini: Speriamo non troppo presto!
Margaret MacDonald: Speriamo di no! Ciao, Marcello.
Marcello Mancini: Ciao, Margaret. A presto!
Marcello Mancini: Okay. Domani sera. Devo pensare al menu. Insalata per cominciare. E poi un carpaccio freddo. Sì, carpaccio. Niente fuochi accesi. Niente che deve cuocere. Assolutamente niente di caldo.

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