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March 20th, 2008

Italian regions are very different from each other. Today’s Audio blog is about Cinzia’s favorite region of Italy. Anyone who has paid attention to our Italian lessons will know where Cinzia is from. Failing that, you might just take look at the title of this lesson! Yes, today’s lesson is all about Naples, Cinzia’s home town. ItalianPod101.com staff members will be listening just as carefully as our students to this lesson; we finally get to hear the origin of some of the Neapolitan words that Cinzia loves to drop into her speech!

In this lesson we’ll be learning about the etymology of some Italian words from Naples. We’ll learn a little about Italian dialects and the history of Naples. For the Italian audio, English translation, online tests, and other Italian material, come to ItalianPod101.com . If the Advanced Audio Blog is a little difficult, why not try our Beginner Series?

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Voice Actors: Cinzia
Category: Advanced Audio Blog |
Topic: | Politeness Level:
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This entry was posted on Thursday, March 20th, 2008 at 6:30 pm and is filed under Advanced Audio Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

7 Responses to “Advanced Audio Blog #6 - Napoli #2 The Neapolitan dialect”

avatar ItalianPod101.com says:

Il dialetto napoletano
Le regioni italiane sono molto diverse tra loro, ognuna infatti rappresenta in qualche modo un mondo a parte, caratterizzato da tradizioni culinarie, culturali e linguistiche proprie. Spesso le varietà dialettali sono così differenti dall’italiano standard che, ad esempio, un bolognese ha difficoltà a comprendere un siciliano se questi parla in dialetto stretto e viceversa.
La lingua napoletana è una delle più antiche e conosciute varietà linguistiche italiane. Essa nasce dalla fusione tra il greco (Napoli, ovvero “Neapolis”, la “città nuova” fu fondata dai Greci nel VI secolo a.C.) e le parlate delle popolazioni indigene, osche e sannite. Quando nel 326 a.C. la città di Napoli divenne parte dell’Impero Romano la lingua parlata dal suo popolo si fuse al latino, che divenne la lingua standard.

Nel corso dei secoli la “città nuova” fu conquistata da numerose popolazioni straniere come ad esempio i bizantini, i normanni, gli spagnoli ed i francesi, che lasciarono tracce indelebili nell’arte e nella cultura ma anche nella lingua napoletana. Così troviamo parole inesistenti nell’italiano standard come ad esempio “ninnillo” che significa “bambino” e deriva dallo spagnolo “niño”, oppure “buatta”, “scatola”, dal francese “boite”. La parola napoletana per albicocche è invece di derivazione greca: le “cresommele” infatti derivano dalla fusione delle parole “chrysus”, “oro”, e “melon”, “mela”, i “frutti dorati” baciati dal caldo sole di Napoli. Ci sono poi parole che sono proprie soltanto del napoletano e sono davvero intraducibili: come tradurre infatti “apocundria”, quel mix di nostalgia e tristezza propria di chi nasce all’ombra del Vesuvio?

La lingua napoletana poi ha una lunga tradizione scritta (già a partire dal quindicesimo secolo si trovano infatti documenti in lingua napoletana) e vanta una grande tradizione letteraria. Da ricordare sono “Il Cunto de li cunti” di Basile, le commedie di Edoardo de Filippo e i versi di Salvatore di Giacomo, alcuni dei quali, musicati, diedero origine a famose canzoni napoletane come “Era de Maggio” e “Marechiaro”. A proposito di canzoni, il napoletano è conosciuto soprattutto per la canzone classica napoletana, quella che con “’O sole mio”, “Io te vurria vasà” ed altre ancora ha fatto del napoletano la lingua dell’amore, quella dell’innamorato che soffre, ovvero “spantechea” per una “malafemmena”, una donna crudele.

Does anyone out there speak any dialect?
Let us know!

avatar João Paulo says:

Ciao. Questo blog è stato molto interessante.

Sfortunatamente io non parlo nessun dialetto, nemmeno dal portoghese. Ma, mi piace molto una musica di Alessandro Safina (ho già ascoltato di un amico italiano che magari lui non sia un cantante molto “popolare” in Italia, però…) che è cantata in dialetto, chiamata ‘Stu Bbene. Io credo che sia en dialetto Toscano, considerando che lui sia nato a Siena.

Une delle cosa che mi chiamano la attenzione sul questo dialetto è la utilizzazione di parole come: ‘nfunn’o mare / purta’ e wiole / c’o core o’ ssai - che sono totalmente diversi di qualche altre parole in italiano standard.

Adesso, sul la città di Napoli, non sapevo che l’origini del suo nome era “Neapolis”, di origini greca. Credo che la cultura greca sia anche fascinante ed adesso sono interessato di conoscere un poco più della sua historia.

Grazie por la lezione. A presto! :cool:

avatar Marco says:

Sono felice che ti sia piaciuto il blog.
Non conosco Alessandro Safina, ma grazie per averlo nominato, cercherò di ascoltarlo.
I dialetti sono molto legati alle vecchie lingue ormai in disuso, quindi è a volte difficile trovare parole dialettali uguali all’italiano moderno.
La storia del sud Italia è molto legata alla Grecia, al Nord Africa e in seguito alla Spagna.
Continua a seguirci!

Saluti
Marco

avatar roma55 says:

Salve!

vorrei segnalare che la lingua napoletana vanta degli scrittori molto validi, tra i quali uno dei miei scrittori teatrali favoriti, Edoardo de Filippo (http://www.italica.rai.it/eng/principal/topics/bio/defilippo.htm).

Potrete ascoltare il suono della lingua napoletana guardando una delle sue commedie: Natale in casa Cupiello (almeno in parte) su You tube :

http://www.youtube.com/watch?v=vCHeHFHPCg8

PS: Mi dispiace non conosco Alessandro Safina, ma ‘Stu’ non e’ una parola toscana- lo collocherei a sud di Firenze!

avatar Marco says:

Grazie per il link a su Edoardo de Filippo.
Anche a me piace il teatro, se solo avessi il tempo di andarci.

Continua a seguirci!
Marco

avatar Cinzia says:

Ciao Roma55!

ma che bello che ti piace De Filippo, è uno dei miei autori preferiti!
Filumena Marturano è la mia opera preferita!
ti piace?

Cinzia

avatar Jacqueline says:

Io non parlo nessun dialectto.

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